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La sfida per un futuro ecosostenibile parte dalle scelte del coltivatore

Un ritorno alle origini in un’ottica di agricoltura rigenerata
filosofiaambientale

La sfida per un futuro ecosostenibile parte dalle scelte del coltivatore

Unire a stretto filo le idee che puntano sull’innovazione per tornare al profumo atavico della terra; quella che ha da sempre rappresentato per l’uomo la prima fonte di sostentamento: “la terra ti sfamerà sempre” dicevano i contadini nel tempo in cui il boom industriale avanzava a dismisura e i giovani sempre più abbandonavano le campagne per cercare lavori di minor fatica e di più grande gratificazione economica.

Oggi ci accorgiamo che queste terre sono state depauperate e sfruttate da un’agricoltura in cui il fattore produzione, in termini numerici, è l’obiettivo principale.

Produrre perché la richiesta del mercato impone cibo, frutta e verdura per una popolazione sempre in crescita, non importa se il costo di questo modo di cesta fruttaprodurre sia impattante rispetto all’ambiente e ai terreni, ciò che conta è avere prodotti belli da vedere e attraenti per il consumatore.

Il concetto applicato in agricoltura è sempre stato quello di intervenire con agrofarmaci e pesticidi al primo insorgere di agenti patogeni.

Ad oggi, una nuova consapevolezza aleggia tra i consumatori verso richieste sempre crescenti di portare sulla tavola cibi sani, naturali, biologici e che siano frutto di un modo di coltivare rispettoso dell’ambiente e del mondo che ci circonda.

“From farm to fork”, questo lo slogan che in due parole racchiude la sfida per un futuro ecosostenibile dove ciò che proviene dal campo deve tradursi in   salute a tavola.  E  questo che l’Europa nell’agenda 2030 chiede che avvenga nei prossimi anni: dismissione di utilizzo dei pesticidi e agrochimici in agricoltura. Essa ci chiede un ritorno alle origini quando, colui che è stato il primo medico della storia vissuto nel IV sec. a.C  asseriva :

” Fa che il cibo sia la tua medicina e la medicina il tuo cibo “

Scienziati di ogni parte del mondo studiano e analizzano stili di vita atti a conservare la salute degli umani e si scopre che la correlazione tra ciò che ingeriamo e lo sviluppo di patologie sia davvero molto stretta.

Il mondo dell’agricoltura dovrà necessariamente accogliere la sfida per andare incontro ad un nuovo modo di vivere. Negli ultimi settanta anni l’uso di concimi senza apporto di sostanza organica naturale nei suoli, ha portato alla denaturalizzazione dei terreni agricoli aumentandone la salinità e immettendo in atmosfera oltre settanta miliardi di tonnellate di CO2. Oggi, coltivando in maniera consapevole ,è possibile ricondurre i suoli ad una fertilità organica importante, immagazzinando proprio quella CO2 che indiscriminatamente è stata immessa in atmosfera in pochi anni. Non deve essere il numero di popolazione a preoccupare, bensì lo stile di vita condotto! L’uomo sul pianeta terra non rappresenta neppure lo 0,02 percento del mondo vivente. La storia ci insegna che dove egli si è insediato, ha antropizzato l’ambiente e dove  ha coltivato intensivamente, lo ha reso desertico.

coccinelle nel granoE’ interesse dell’agricoltore stesso riportare sostanza organica nel terreno perché, depauperandolo inconsapevolmente con l’utilizzo di concimi chimici e pesticidi, ne ha deprezzato il valore in termici economici.  Agronomi ed enologi segnalano da tempo, nel processo di trasformazione dell’uva in vino, che, l’utilizzo smisurato di prodotti a base rameica in vigna venga evidenziato poi nelle fecce con conseguente riduzione  di profumi del vino e elementi residuali.   Queste sostanze, ritenute fino ad ora poco impattanti nell’ambiente e per la salute umana, vengono a poco a poco sostituite con prodotti naturali, a residuo zero e che non prevedono tempi di carenza. I viticoltori sempre più sono alla ricerca di sostanze di derivazione naturale e che contribuiscano al sequestro della CO2 in un’ottica di agricoltura rigenerata e di economia circolare.

Se è vero che il vino migliore si fa in vigna e che il suolo è anima del terroir,  è ad esso che dobbiamo offrire il nutrimento e la difesa migliore.

La nuova sfida che il mondo vitivinicolo deve accogliere è quella di abbandonare un modo obsoleto di fare agricoltura per abbracciarne uno nuovo volto alla prevenzione della salute della pianta pensando alla salute dell’uomo. Ciò che produciamo con rispetto sarà ciò che sceglieremo di bere e mangiare a tavola con gusto.

Edited by

Raffaella Torzoni

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