{"id":213,"date":"2016-04-13T11:10:20","date_gmt":"2016-04-13T09:10:20","guid":{"rendered":"https:\/\/filosofiaambientale.com\/?p=213"},"modified":"2017-09-15T11:09:12","modified_gmt":"2017-09-15T09:09:12","slug":"referendum-trivelle-tutto-quello-che-ce-da-sapere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/filosofiaambientale.com\/?p=213","title":{"rendered":"Referendum trivelle: tutto quello che c\u2019\u00e8 da sapere"},"content":{"rendered":"<p>Domenica 17 aprile si vota sulle concessioni per l&#8217;estrazione di gas e petrolio in mare. Dalle 7 alle 23 sar\u00e0 possibile recarsi alle urne<!--more--> per dare il proprio giudizio su una questione decisamente tecnica.<\/p>\n<p>Il voto degli elettori stabilir\u00e0 infatti se i permessi per le <strong>estrazioni di idrocarburi in mare<\/strong> <strong>entro 12 miglia dalla costa<\/strong> &#8211; le cosiddette trivelle &#8211; debbano durare fino all\u2019esaurimento totale del giacimento, come avviene attualmente, o debbano essere definitivamente interrotte una volta scaduta la concessione statale.<\/p>\n<p>Un referendum gi\u00e0 entrato nella storia, in quanto \u00e8 il primo ad essere stato ottenuto grazie ad una raccolta firme indetta da nove <strong>Consigli Regionali<\/strong> dello Stivale.<\/p>\n<p>Ma quali saranno, nello specifico, le conseguenze di questa chiamata alle urne per il nostro paese?<\/p>\n<p><strong>Vittoria del S\u00ec<\/strong> &#8211; Le societ\u00e0 petrolifere avranno l\u2019obbligo di cessare le loro attivit\u00e0 di ricerca ed estrazione smantellando le piattaforme una volta raggiunta la scadenza delle loro concessioni a prescindere dalle condizioni del giacimento, quindi anche in caso di ulteriore capacit\u00e0 estrattiva. La prima concessione \u00a0scadrebbe tra due anni, l\u2019ultima nel 2034.<\/p>\n<p><strong>Vittoria del No o mancato raggiungimento del quorum<\/strong> &#8211; Le trivellazioni in essere potranno proseguire per tutta la durata prevista dalla concessione, ossia trent\u2019anni, con possibilit\u00e0 di due successive proroghe di dieci e cinque anni. L\u2019ultima legge di stabilit\u00e0 potrebbe tuttavia portare ad una estensione delle attivit\u00e0 per l\u2019intera durata del giacimento, purch\u00e8 esse superino le apposite verifiche circa l\u2019impatto ambientale che vengono abitualmente effettuate ad ogni richiesta di rinnovo.<\/p>\n<p><strong>Trivelle s\u00ec? Trivelle no?<\/strong> \u00a0&#8211; A dividere l\u2019opinione pubblica \u00e8 soprattutto la questione legata all\u2019inquinamento. Secondo un recente documento pubblicato da <strong>Greenpeace<\/strong>, vicino alle piattaforme in mare ci sarebbero sostanze chimiche inquinanti e pericolose per l\u2019ambiente e gli esseri viventi. Il rapporto si basa su dati raccolti fra il 2012 e il 2014 dall\u2019Ispra, su commissione di Eni, relativi a 34 piattaforme a gas gestite dalla compagnia nell\u2019Adriatico. Nei sedimenti marini e nelle cozze che vivono vicino alle piattaforme sono state trovate, in alcuni casi, sostanze chimiche in quantit\u00e0 superiori ai limiti di legge.<\/p>\n<p>La risposta alla denuncia di Greenpeace \u00e8 arrivata da <strong>\u201cOttimisti e Razionali\u201d<\/strong>, il comitato che si batte contro il referendum al quale hanno preso parte il presidente di Assoelettrica Chicco Testa, imprenditori, e associazioni per lo sviluppo sostenibile come Amici della Terra. Secondo il comitato, i limiti di legge presi a riferimento da Greenpeace valgono per le acque che distano un miglio dalla costa, quindi lontano dai giacimenti dove le soglie sono differenti. In secondo luogo, la ricerca di Ispra non documenterebbe alcuna criticit\u00e0 per l\u2019ecosistema marino legata alla presenza delle piattaforme.<\/p>\n<p><strong>Quali guadagni?<\/strong> &#8211; Secondo una ricerca Nomisma-Energia, la tassazione\u00a0 a cui sono sottoposte in Italia le societ\u00e0 petrolifere ammonta al <strong>64%<\/strong> circa, un livello \u201crelativamente alto\u201d nel confronto tra i Paesi Ocse. Ci\u00f2 deriva dal fatto che, rispetto ad altri settori, le aziende di estrazione idrocarburi hanno l\u2019obbligo di pagare le <strong>royalties<\/strong> sul valore di vendita del gas o del petrolio estratto. Per chi trivella in mare, queste imposte corrispondono al 7% sul gas e al 4% sul petrolio. Nel 2015 tutte le estrazioni, sia in mare che sulla terraferma, hanno prodotto un gettito da royalties pari a 352 milioni, di cui 38 milioni dalle piattaforme poste entro le 12 miglia.<\/p>\n<p><strong>Energie rinnovabili: la situazione<\/strong> &#8211; L\u2019Italia \u00e8 uno dei paesi europei che ha convogliato pi\u00f9 risorse ed attenzioni sullo sviluppo delle rinnovabili. Secondo i dati GSE (Gestore dei Servizi Energetici), lo scorso anno le energie alternative hanno contribuito a soddisfare <strong>oltre 17% del consumo energetico nazionale<\/strong>. Un risultato di assoluto spessore che ha permesso al nostro paese di raggiungere in larghissimo anticipo l\u2019obiettivo fissato dalla <strong>UE <\/strong>(ossia il 17% di consumo rinnovabile entro il 2020).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Domenica 17 aprile si vota sulle concessioni per l&#8217;estrazione di gas e petrolio in mare. 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